CONVERTITI MAI, PER CHI E’ ATEO COME NOI……. STORIA DI UN ATEA CONVINTA
Mai avrei pensato che dichiarare di essere Ateo convinto avrebbe suscitato tanto scalpore in una Sicilia che a stento accetta confessioni diverse dal tradizionale Cattolicesimo, frutto di insegnamenti impartiti volenti o nolenti durante un infanzia nella quale a malapena si capisce cosa sia un dio o un creatore e si ha solo paura di disobbedire ai propri genitori. Adesso è giunta l’ ora, forse troppo in ritardo con i tempi, ma di svelare completamente e pubblicamente quello che molti avevano capito e molti sapevano anche se non riuscivano ad accettare.
Ho deciso questo perché non mi sono mai vergognata di essere Atea e così non devono vergognarsi tutte quelle persone che si vogliono ribellare ad una tradizione imposta per comodità o per paura degli altri, delle maldicenze e delle opinioni della gente, per fare gruppo e per paura di essere discriminati dalla società.
Così come Ina, si è ribellata a quella crudeltà di una Religione Islamica che la voleva nascosta agli altri e sposata a chi non voleva, io pur non trovandomi fortunatamente di fronte ad un matrimonio imposto dalla famiglia mi sento in un certo senso oppressa da questo volere che io sia Cattolica e non lo sono,e mai lo sono stata sin da piccola, e mai lo potrò essere.
Basta con le discriminazioni contro gli atei o i laici, non credere significa avere una mentalità aperta a tutte le culture senza essere sopraffatti dalla cultura di nascita.
Avere mentalità aperta significa, anche da parte di un cattolico (a meno che non sia fondamentalista) che quando viene inviato a scopo di conoscenza il modello di DISISCRIZIONE O SBATTEZZO dalla Chiesa Cattolica, se ne valuta la possibilità tranquillamente e non ci si offende evidenziando la propria fede o la CHIESA CATTOLICA come un istituto INTOCCABILE come se non fosse formata da persone come noi che credono in eventi che nessuno ha mai provato veramente.
Essere di natura Atea, non significa essere malvagi, io ho sempre operato nella mia vita in buona fede, e quando si segue la propria coscienza non si sbaglia mai, senza aver bisogno di comandamenti, bibbie o corani vari, la bontà viene dal cuore e non dalle leggi create dalle religioni.
Io sono stata battezzata (senza volerlo visto che sono stata come tutti battezzata alla nascita), ho dovuto fare la comunione perché l’ età non mi permetteva di scegliere, e le mie scelte le facevano genitori a volte condizionati dai nonni o altri parenti, alcune scelte le hanno fatte bene, sebbene non sono state consone ai loro desideri, come quando hanno deciso che frequentassi l’ ISTITUTO MAGISTRALE con la speranza che diventassi Maestra,ma così non è stato (e di questo sono molto contenta, non amo da impazzire i bambini) ma il Magistrale mi è servito ad imparare a scrivere bene, almeno spero, come giudicherete voi dal mio articolo…
Anche se ho frequentato il catechismo, a me non piaceva, come non piaceva andare all’ Asilo dove le Suore ci facevano pregare sempre.
Inoltre posso dire di esser virtualmente nel guinness dei primati, infatti durante uno dei soliti precetti scolastici mi permisi, sempre in buona fede, di far la Comunione senza essermi prima confessata, immaginate lo scandalo tra i compagni, le maestre che non se n’ erano accorte e i parenti quando me ne vantai come se fosse una cosa naturale accusando i miei compagni che quasi mi stavano mettendo al rogo…
Pian pianino mi sono stancata di fingere di pregare, quando ero in chiesa per forza di cose.
Adesso sto seduta, quando vado per accompagnare mia mamma, senza vergogna alcuna, io sono li non per la messa ma come assistente, tantè che non disdegno, senza disturbare nessuno naturalmente, di giocare col cellulare, divertendomi poi quando arriva il prete che si posizione dietro di me a spiare per poi andare a recitare ( ogni riferimento è puramente casuale) la parabola della pecorella smarrita, sperando di riconvertirmi, cosa che mai succederà nemmeno se mi mettessero al rogo come si faceva alle streghe nel Medioevo.
Ecco perché la religione non rende liberi, si è condizionati da tutto e tutti, se non segui Dio vai all’ inferno ti dicono (quale prova hanno che esiste, la divina commedia, altri romanzi? …), alla Fine del Mondo non risorgerai.. ( ma lo sanno che il mondo non ha inizio ne mai avrà fine se non quando terminerà la vita astrale del sole?…). Quante paure ti infondono le religioni, paure infondate, paure alle quali IO da tempo ho detto basta e spero che altri si rendano conto che bisogna dire basta ad ogni forma di condizionamento culturale che la vita ci propone.
BASTA , e siamo orgogliosi di essere noi stessi e non di essere come altri ci vogliono
venerdì 21 novembre 2008
mercoledì 27 agosto 2008
doppio flop per i nisseni, anche il mercatino al foro boario
doppio flop per i nisseni, anche il mercatino al foro boario
Speravo in un miracolo, quando, nel settembre dell’ anno scorso, scrissi un articolo che denunciava la scomodità del sito scelto per l’ annuale Fiera in occasione dei festeggiamenti di San Michele. Sfortunatamente gli articoli a volte a nulla servono e il miracolo non solo non si è realizzato ma si è capovolto nel suo contrario, visto che a Settembre questo sito sarà sede permanente anche del Mercatino del sabato.
Non è un capriccio il mio ma semplice constatazione che la fruizione di tale sito non è molto agevole soprattutto per le persone anziane. I parcheggi sono molto più lontani dalla sede e bisogna camminare molto per arrivare alle bancarelle. Soprattutto negli orari di punta, quando si reca al mercatino una grande folla di concittadini, i parcheggi si sovraccaricheranno ( così com’ e accaduto l’ anno scorso per la Fiera di San Michele) e si dovrà posteggiare nelle zone più intricate e celate dentro la zona industriale, dovendo poi percorrere chilometri per arrivare al mercatino vero e proprio. Naturale che lo possiamo fare noi giovani, ma è proprio giusto che si debba infliggere tale sofferenza agli anziani e alle persone che stanno poco bene ma si recano al mercatino per risparmiare e acquistare tutte quelle cose che la vita di oggi rende difficile acquistare nei negozi di abbigliamento o nei calzaturifici e via dicendo…
La situazione peggiorerà sicuramente nei caldi mesi estivi, quando molti concittadini saranno costretti a rinunziare a quella che era fino a poco tempo fa una grossa comodità e una grossa opportunità di risparmio, perché non sarà possibile per i più deboli percorrere lunghi percorsi per avvicinarsi alle bancarelle e per poterle visitare nella loro totalità per poter avere la possibilità di acquistare tutto quello che può loro esser utile nella loro consuetudine quotidiana.
Sia questo uno spunto e una riflessione per non continuare a distruggere quel poco di buono c’ era a Caltanissetta e fare marcia indietro su quelle scelte sbagliate che sfortunatamente si continuano a fare senza che i cittadini possano avere parte in causa nella scelta di questi siti magari con dei referendum cittadini, strumento che Caltanissetta conosce poco o per niente.
Speravo in un miracolo, quando, nel settembre dell’ anno scorso, scrissi un articolo che denunciava la scomodità del sito scelto per l’ annuale Fiera in occasione dei festeggiamenti di San Michele. Sfortunatamente gli articoli a volte a nulla servono e il miracolo non solo non si è realizzato ma si è capovolto nel suo contrario, visto che a Settembre questo sito sarà sede permanente anche del Mercatino del sabato.
Non è un capriccio il mio ma semplice constatazione che la fruizione di tale sito non è molto agevole soprattutto per le persone anziane. I parcheggi sono molto più lontani dalla sede e bisogna camminare molto per arrivare alle bancarelle. Soprattutto negli orari di punta, quando si reca al mercatino una grande folla di concittadini, i parcheggi si sovraccaricheranno ( così com’ e accaduto l’ anno scorso per la Fiera di San Michele) e si dovrà posteggiare nelle zone più intricate e celate dentro la zona industriale, dovendo poi percorrere chilometri per arrivare al mercatino vero e proprio. Naturale che lo possiamo fare noi giovani, ma è proprio giusto che si debba infliggere tale sofferenza agli anziani e alle persone che stanno poco bene ma si recano al mercatino per risparmiare e acquistare tutte quelle cose che la vita di oggi rende difficile acquistare nei negozi di abbigliamento o nei calzaturifici e via dicendo…
La situazione peggiorerà sicuramente nei caldi mesi estivi, quando molti concittadini saranno costretti a rinunziare a quella che era fino a poco tempo fa una grossa comodità e una grossa opportunità di risparmio, perché non sarà possibile per i più deboli percorrere lunghi percorsi per avvicinarsi alle bancarelle e per poterle visitare nella loro totalità per poter avere la possibilità di acquistare tutto quello che può loro esser utile nella loro consuetudine quotidiana.
Sia questo uno spunto e una riflessione per non continuare a distruggere quel poco di buono c’ era a Caltanissetta e fare marcia indietro su quelle scelte sbagliate che sfortunatamente si continuano a fare senza che i cittadini possano avere parte in causa nella scelta di questi siti magari con dei referendum cittadini, strumento che Caltanissetta conosce poco o per niente.
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lunedì 11 agosto 2008
Rispettiamo gli anziani…… ma non troppo!!
Rispettiamo gli anziani…… ma non troppo!!
Oggi, in una meno afosa giornata di Pre-ferragosto, come nei giorni non lavorativi mi accingevo come di solito a sbrigare le solite e forse un po’ noiose faccende casalinghe, tra le quali il frequente compito del pagamento delle bollette alla posta, ma veramente mai avrei pensato che questa situazione mi avrebbe portato a scrivere un articolo. Un articolo dettato dal senso di civiltà che penso un po’ tutti stiamo perdendo, un senso di rispetto che ormai manca non solo in molti giovani, ma stranamente anche in alcuni anziani. Certo, bisogna ricordare che si potrebbero evitare situazioni come quella che vi andrò a raccontare se le filiali della Posta, e mi riferisco in particolare alla filiale di Piazza Pirandello, si dotassero di un sistema di ordine numerico per i clienti che devono effettuare le diverse operazioni.
Ritornando al racconto, come solito fare entro nella filiale e chiedo chi è l’ ultimo, mi risponde una signora che per facilità chiamerò ladyante, io tengo d’ occhio tale signora e mi accingo ad attendere pazientemente la lunga coda che mi era dinanzi, poco dopo di me arriva una signora che chiamerò Ladypost, che chiede : “chi è ultimo”, rispondo di essere io, come normale. Nel frattempo mi metto a chiacchierare con un’ amica tenendo d’ occhio ladyante, che non si poteva scambiare con nessuno in quanto una signora anziana e esile il contrario della signora Ladypost. Altri entrano e chiederanno rispettivamente chi sono i loro ultimi, quando chiedono a me io rispondo sempre di essere sempre dietro a ladyante la quale non obietta, finchè non arriva il mio turno e li’ succede l’ incredibile: Ladyante nega sfacciatamente che io sono dietro di lei e dice che dopo di lei c’ è Ladypost, come per volermi prendere per pazza e visionaria o peggio ancora imbrogliona e insiste a tal punto nella sua menzogna che io sia per non far polemiche che sia per compassione di questa falsa ma anziana signora gli ho ceduto il posto che per giustizia sarebbe dovuto esser mio, anche perché poi nessuno, tranne la mia amica ha preso le mie difese al punto da fargli perdere la propria prepotenza. Come si poteva immaginare oltretutto la signora Ladypost che è passata prima non aveva da pagare una sola bolletta come me ma doveva espletare una serie smisurata di operazioni perdendo oltre 20 minuti di tempo prezioso. Io sono un tipo tranquillo e rispetto gli anziani, quando non sono presuntuosi falsi e arroganti come ladypost, cedendogli il posto (se sono da sola e non quando sono con mia madre che merita maggior rispetto degli sconosciuti), ma è una vergogna per Caltanissetta vedere comportamenti incivili di questa portata, specie quando commessi da persone anziane che a volte il rispetto lo pretendono e si lamentano di noi giovani che a loro dire siamo la gioventù bruciata.
Riflettiamo!
E riflettano anche le Poste Italiane dando un nuovo ordine alle filiali, il rispetto quando non c’ è nella natura umana va forzato con le Leggi che servono a crearlo per non far vivere le ingiustizie ai giusti a la buona giustizia agli ingiusti.
Oggi, in una meno afosa giornata di Pre-ferragosto, come nei giorni non lavorativi mi accingevo come di solito a sbrigare le solite e forse un po’ noiose faccende casalinghe, tra le quali il frequente compito del pagamento delle bollette alla posta, ma veramente mai avrei pensato che questa situazione mi avrebbe portato a scrivere un articolo. Un articolo dettato dal senso di civiltà che penso un po’ tutti stiamo perdendo, un senso di rispetto che ormai manca non solo in molti giovani, ma stranamente anche in alcuni anziani. Certo, bisogna ricordare che si potrebbero evitare situazioni come quella che vi andrò a raccontare se le filiali della Posta, e mi riferisco in particolare alla filiale di Piazza Pirandello, si dotassero di un sistema di ordine numerico per i clienti che devono effettuare le diverse operazioni.
Ritornando al racconto, come solito fare entro nella filiale e chiedo chi è l’ ultimo, mi risponde una signora che per facilità chiamerò ladyante, io tengo d’ occhio tale signora e mi accingo ad attendere pazientemente la lunga coda che mi era dinanzi, poco dopo di me arriva una signora che chiamerò Ladypost, che chiede : “chi è ultimo”, rispondo di essere io, come normale. Nel frattempo mi metto a chiacchierare con un’ amica tenendo d’ occhio ladyante, che non si poteva scambiare con nessuno in quanto una signora anziana e esile il contrario della signora Ladypost. Altri entrano e chiederanno rispettivamente chi sono i loro ultimi, quando chiedono a me io rispondo sempre di essere sempre dietro a ladyante la quale non obietta, finchè non arriva il mio turno e li’ succede l’ incredibile: Ladyante nega sfacciatamente che io sono dietro di lei e dice che dopo di lei c’ è Ladypost, come per volermi prendere per pazza e visionaria o peggio ancora imbrogliona e insiste a tal punto nella sua menzogna che io sia per non far polemiche che sia per compassione di questa falsa ma anziana signora gli ho ceduto il posto che per giustizia sarebbe dovuto esser mio, anche perché poi nessuno, tranne la mia amica ha preso le mie difese al punto da fargli perdere la propria prepotenza. Come si poteva immaginare oltretutto la signora Ladypost che è passata prima non aveva da pagare una sola bolletta come me ma doveva espletare una serie smisurata di operazioni perdendo oltre 20 minuti di tempo prezioso. Io sono un tipo tranquillo e rispetto gli anziani, quando non sono presuntuosi falsi e arroganti come ladypost, cedendogli il posto (se sono da sola e non quando sono con mia madre che merita maggior rispetto degli sconosciuti), ma è una vergogna per Caltanissetta vedere comportamenti incivili di questa portata, specie quando commessi da persone anziane che a volte il rispetto lo pretendono e si lamentano di noi giovani che a loro dire siamo la gioventù bruciata.
Riflettiamo!
E riflettano anche le Poste Italiane dando un nuovo ordine alle filiali, il rispetto quando non c’ è nella natura umana va forzato con le Leggi che servono a crearlo per non far vivere le ingiustizie ai giusti a la buona giustizia agli ingiusti.
giovedì 7 agosto 2008
VICI ’ VICINI, VICINI DI CASA…..
VICI ’ VICINI, VICINI DI CASA…..
Ricordo ancora quelle bellissime puntate della sit-com il cui protagonista era Silvio Orlando, si chiamava vicini di casa e trattava di piacevoli situazioni che si svolgevano in un condominio, scrivendo questo articolo ho pensato proprio a Silvio Orlando e quegli episodi e mi chiedevo se deve essere proprio pura utopia vivere in un condominio del genere visto come si vive nei condomini oggi giorno……..
ecco la mia storia sembra cronaca nera o perlomeno spero non lo diventi..
Stava per scoccare la mezzanotte, mia mamma stava guardando la tv e io stavo facendo dei lavori al portatile nella piena tranquillità, quando, all’ improvviso si stacca la corrente elettrica e nel contempo sento le grida gioiose e gli sghignazzamenti dei figli dei vicini al piano superiore. Allarmata nonché molto contrariata del fatto scendo per riallacciare il contatore che mai e poi mai poteva staccarsi da solo visto che non c’ erano molti elettrodomestici aperti in contemporanea e non c’ erano condizionatori accesi, solo computer , tv e luci di 2 stanze, con un minimo carico di tensione elettrica. Allacciando la mia corrente, con lo scopo di far capire che io non sono stupida e avevo capito che lo avevano fatto a posta stacco il loro contatore e rientro in appartamento.
Comincio allora a sentire urla impazzite della vicina che afferma “come si permette di staccarci la luce, ora scendo a riattaccarla e quando questa menomata ( seguono altri insulti volgari e indicibili….. ) scende per riallacciare il contatore l’ ammazzo”.
Tutti questi insulti continuano in maniera volgare e aggressiva dietro la porta della mia abitazione.
Sentendo tutte queste urla spaventose, ma nel contempo avendo necessità di allacciare la luce chiamo la Polizia, che mi suggerisce di affacciare al balcone visto che il campanello non poteva funzionare senza la corrente.
Provo ad affacciare una prima volta e il figlio mi minaccia di spararmi in testa ( tanto il fucile non gli manca, ndr…..), mi nascondo e dopo un po’ affaccio velocemente e vedo i due poliziotti, così posso scendere un po’ più tranquilla, gli racconto la situazione e loro mi rassicurano dicendo che gli parleranno loro, naturalmente quando loro mi chiedono perché si comportano così gli do dovuto spiegare che loro in casa hanno un fucile con il quale stanno quasi ogni giorno a sparare e far strage di poveri e innocenti creature, non ha questo ci ribelliamo sia per le povere creature, sia per il disturbo di tutta la situazione illegale e incivile.
Quando scendono per parlare con la polizia, raccontano la loro versione piena di fandonie e accuse non proprio veritiere, racconteranno che siamo stati noi per prima a staccare la luce ( che motivo avevo, primo perché non avevo tempo per fare certe cose, stavo completando dei lavori al PC prima di andare a riposare in previsione di una mattinata successiva di carattere lavorativo; secondo,sapendo che loro per risposta avrebbero fatto altrettanto, io non sono tipo da far dispetti, specie stupidi finchè non mi portano a farli) gli racconteranno anche che siamo noi i pazzi e denunciamo tutti, abbiamo denunciato anche il loro padrone di casa…. (ndr.., il padrone di casa ci ha distrutto 3 stanze. Giorno dopo giorno ci faceva piovere cascate d’ acqua continua e ininterrotta finchè non siamo stati costretti a far causa tramite il nostro avvocato, i danni sono stati tanto ingenti che il solaio è diventato pericolante e abbiamo dovuto abbatterlo per poi ricostruirlo, enormi sono stati i dispiaceri specie per mia madre, nemmeno i ripetuti interventi delle forze dell’ ordine riuscivano a convincere la moglie del vicino a chiudere l’ acqua e riparare il guasto, sembrava di vivere sotto le cascate del Niagara).
Dopo la loro falsa e tendenziosa esposizione alle forze dell’ ordine, salendo continuano le minacce ad alta voce “Appena domattina esce per andare a lavorare, con le cosce di fuori le farò vedere io come l’ ammazzo ”.
L’ indomani ho avuto una paura immensa ad uscire, ma se sono qui a scrivere questo articolo, evidentemente almeno per ora tutto è andato bene
Certo non è solo questo, ricordo in precedenza la tendenza di questi vicini a imbracciare i fucili per sparare, del piano di sopra ai piccioni che molto spesso cadono nei nostri balconi soffrendo maledettamente dilaniati e orrendamente feriti, un giorno trovai nel mio balcone perfino uno scheletro di un piccione che non sono riuscita a fotografare per darne prova alle autorità per la tristezza che ne è seguita alla visione.
Per non parlare di secchi d’ acqua gettati da finestre mentre io ero in strada, polvere residua gettata con la scopa sotto il mio appartamento sassi e sigarette sui balconi, oltre che tentativi riusciti di bruciare l’ ombrellone con prodotti acidi e bollette da pagare sparite e così via dicendo...
Se questo è un tentativo per cacciarmi da questa casa, da questo quartiere, da questa città penso proprio che sortirà l’ effetto contrario, perché ritengo che in ogni caso la malvagità dell’ uomo è uguale in questa città come a NEW YORK o in SIBERIA, continuerò a combattere a via di articoli esposti al Sindaco e alla Procura finchè finalmente avremo la pace tanto utopizzata come nel famoso condominio di SILVIO ORLANDO.
Ricordo ancora quelle bellissime puntate della sit-com il cui protagonista era Silvio Orlando, si chiamava vicini di casa e trattava di piacevoli situazioni che si svolgevano in un condominio, scrivendo questo articolo ho pensato proprio a Silvio Orlando e quegli episodi e mi chiedevo se deve essere proprio pura utopia vivere in un condominio del genere visto come si vive nei condomini oggi giorno……..
ecco la mia storia sembra cronaca nera o perlomeno spero non lo diventi..
Stava per scoccare la mezzanotte, mia mamma stava guardando la tv e io stavo facendo dei lavori al portatile nella piena tranquillità, quando, all’ improvviso si stacca la corrente elettrica e nel contempo sento le grida gioiose e gli sghignazzamenti dei figli dei vicini al piano superiore. Allarmata nonché molto contrariata del fatto scendo per riallacciare il contatore che mai e poi mai poteva staccarsi da solo visto che non c’ erano molti elettrodomestici aperti in contemporanea e non c’ erano condizionatori accesi, solo computer , tv e luci di 2 stanze, con un minimo carico di tensione elettrica. Allacciando la mia corrente, con lo scopo di far capire che io non sono stupida e avevo capito che lo avevano fatto a posta stacco il loro contatore e rientro in appartamento.
Comincio allora a sentire urla impazzite della vicina che afferma “come si permette di staccarci la luce, ora scendo a riattaccarla e quando questa menomata ( seguono altri insulti volgari e indicibili….. ) scende per riallacciare il contatore l’ ammazzo”.
Tutti questi insulti continuano in maniera volgare e aggressiva dietro la porta della mia abitazione.
Sentendo tutte queste urla spaventose, ma nel contempo avendo necessità di allacciare la luce chiamo la Polizia, che mi suggerisce di affacciare al balcone visto che il campanello non poteva funzionare senza la corrente.
Provo ad affacciare una prima volta e il figlio mi minaccia di spararmi in testa ( tanto il fucile non gli manca, ndr…..), mi nascondo e dopo un po’ affaccio velocemente e vedo i due poliziotti, così posso scendere un po’ più tranquilla, gli racconto la situazione e loro mi rassicurano dicendo che gli parleranno loro, naturalmente quando loro mi chiedono perché si comportano così gli do dovuto spiegare che loro in casa hanno un fucile con il quale stanno quasi ogni giorno a sparare e far strage di poveri e innocenti creature, non ha questo ci ribelliamo sia per le povere creature, sia per il disturbo di tutta la situazione illegale e incivile.
Quando scendono per parlare con la polizia, raccontano la loro versione piena di fandonie e accuse non proprio veritiere, racconteranno che siamo stati noi per prima a staccare la luce ( che motivo avevo, primo perché non avevo tempo per fare certe cose, stavo completando dei lavori al PC prima di andare a riposare in previsione di una mattinata successiva di carattere lavorativo; secondo,sapendo che loro per risposta avrebbero fatto altrettanto, io non sono tipo da far dispetti, specie stupidi finchè non mi portano a farli) gli racconteranno anche che siamo noi i pazzi e denunciamo tutti, abbiamo denunciato anche il loro padrone di casa…. (ndr.., il padrone di casa ci ha distrutto 3 stanze. Giorno dopo giorno ci faceva piovere cascate d’ acqua continua e ininterrotta finchè non siamo stati costretti a far causa tramite il nostro avvocato, i danni sono stati tanto ingenti che il solaio è diventato pericolante e abbiamo dovuto abbatterlo per poi ricostruirlo, enormi sono stati i dispiaceri specie per mia madre, nemmeno i ripetuti interventi delle forze dell’ ordine riuscivano a convincere la moglie del vicino a chiudere l’ acqua e riparare il guasto, sembrava di vivere sotto le cascate del Niagara).
Dopo la loro falsa e tendenziosa esposizione alle forze dell’ ordine, salendo continuano le minacce ad alta voce “Appena domattina esce per andare a lavorare, con le cosce di fuori le farò vedere io come l’ ammazzo ”.
L’ indomani ho avuto una paura immensa ad uscire, ma se sono qui a scrivere questo articolo, evidentemente almeno per ora tutto è andato bene
Certo non è solo questo, ricordo in precedenza la tendenza di questi vicini a imbracciare i fucili per sparare, del piano di sopra ai piccioni che molto spesso cadono nei nostri balconi soffrendo maledettamente dilaniati e orrendamente feriti, un giorno trovai nel mio balcone perfino uno scheletro di un piccione che non sono riuscita a fotografare per darne prova alle autorità per la tristezza che ne è seguita alla visione.
Per non parlare di secchi d’ acqua gettati da finestre mentre io ero in strada, polvere residua gettata con la scopa sotto il mio appartamento sassi e sigarette sui balconi, oltre che tentativi riusciti di bruciare l’ ombrellone con prodotti acidi e bollette da pagare sparite e così via dicendo...
Se questo è un tentativo per cacciarmi da questa casa, da questo quartiere, da questa città penso proprio che sortirà l’ effetto contrario, perché ritengo che in ogni caso la malvagità dell’ uomo è uguale in questa città come a NEW YORK o in SIBERIA, continuerò a combattere a via di articoli esposti al Sindaco e alla Procura finchè finalmente avremo la pace tanto utopizzata come nel famoso condominio di SILVIO ORLANDO.
lunedì 14 luglio 2008
LA MORTE ESTIVA DEI QUARTIERI DEL CENTRO STORICO
LA MORTE ESTIVA DEI QUARTIERI DEL CENTRO STORICO
Ricordo ancora l’ anno passato, quando ci azzuffavamo per i costi esagerati (anche se non imbarazzanti) del concerto di Gigi D’ Alessio. Quest’ anno invece ho nostalgia dell’ anno scorso, stranamente, almeno un concerto si era fatto…. Quest’ anno Caltanissetta sembra un mortorio; non ci aspettiamo un Jovanotti o un Ramazzotti, ma una presenza che faccia rivivere questa città divenuta ormai più disastrata di un Paesino.
Almeno l’ anno passato avevamo dei quartieri un pochino più vivi, grazie alle manifestazioni del Ballar Estate, con la sagace comicità dell’ ormai insostituibile Piero Lamendola. Mi dispiace dirlo, ma ogni anno che passa la città si svuota, e si svuota soprattutto il Centro storico. Non si fa altro che fare di questa città una città sportiva con una serie di manifestazioni in periferia che non fanno altro che far rimpiangere il passato e le vecchie estati degli anni ’90 ricche di concerti e manifestazioni nei quartieri.
Non voglio pensare dove arriveremo l’ anno prossimo, non voglio essere così pessimista, ma quello che sta succedendo a Caltanissetta e ai nostri quartieri del Centro Storico lo stiamo vedendo tutti, non è solo causa della cattiva situazione economica italiana ma di poca considerazione di questa parte della città che tanto da e poco riceve.
Spero che si ripensi e si ritorni almeno a riproporre quei sabati e quelle domeniche dei quartieri a suono di Latino Americano e Tango Argentino, Karaoke e nuove proposte canore nissene che intervallino serate di Cabaret con comici e cantanti.
Ricordo ancora l’ anno passato, quando ci azzuffavamo per i costi esagerati (anche se non imbarazzanti) del concerto di Gigi D’ Alessio. Quest’ anno invece ho nostalgia dell’ anno scorso, stranamente, almeno un concerto si era fatto…. Quest’ anno Caltanissetta sembra un mortorio; non ci aspettiamo un Jovanotti o un Ramazzotti, ma una presenza che faccia rivivere questa città divenuta ormai più disastrata di un Paesino.
Almeno l’ anno passato avevamo dei quartieri un pochino più vivi, grazie alle manifestazioni del Ballar Estate, con la sagace comicità dell’ ormai insostituibile Piero Lamendola. Mi dispiace dirlo, ma ogni anno che passa la città si svuota, e si svuota soprattutto il Centro storico. Non si fa altro che fare di questa città una città sportiva con una serie di manifestazioni in periferia che non fanno altro che far rimpiangere il passato e le vecchie estati degli anni ’90 ricche di concerti e manifestazioni nei quartieri.
Non voglio pensare dove arriveremo l’ anno prossimo, non voglio essere così pessimista, ma quello che sta succedendo a Caltanissetta e ai nostri quartieri del Centro Storico lo stiamo vedendo tutti, non è solo causa della cattiva situazione economica italiana ma di poca considerazione di questa parte della città che tanto da e poco riceve.
Spero che si ripensi e si ritorni almeno a riproporre quei sabati e quelle domeniche dei quartieri a suono di Latino Americano e Tango Argentino, Karaoke e nuove proposte canore nissene che intervallino serate di Cabaret con comici e cantanti.
sabato 12 luglio 2008
condoglianze all' Italia
Oggi è un giorno molto triste per gli italiani. Abbiamo perso uno dei pochissimi uomini liberi. Si definiva un giornalaio ma era un vero giornalista senza macchia e senza paura di dire quello che altri tacevano. Un uomo come noi e che amava la gente,per la gente combatteva contro le ingiustizie. Un gran cabarettista, un uomo di spettacolo dalle tante sfaccettature. Un grande uomo che molti hanno alla fine poco apprezzato,ma che ha lasciato un vuoto nella nostra vita e nella nostra tv. Spero non abbia sofferto tanto prima di morire e che la morte apra per lui una nova vita ultraterrena più felice di quella vissuta in terra se questa esiste. Rosaria Caltanissetta
martedì 24 giugno 2008
cronaca di una morte annunziata
Sembrava proprio la fine di un supplizio, quando, il 16 Giugno, a stento e dopo varie controversie si sono conosciuti i risultati elettorali. Sì, sapevamo con certezza che l’ incubo di aver perso un Sindaco e una Amministrazione comunale si era dissolto e pensavamo che la città ritornasse a vivere finalmente in tranquillità pensando solo a risolvere le numerose problematiche che la tartassano.
L’ ansia e la paura del nulla era infatti molto più forte dei danni che una cattiva gestione ha potuto fare alla nostra città, l’ esorbitante problema della gestione della spazzatura, con bollette eccessive recapitate ai cittadini e stipendi non pagati a chi si occupa della pulizia della città, che ha causato a mesi alterni la visione simil napoletana della spazzatura che inondava le nostre strade e i nostri marciapiedi. Una reazione a catena della creazione dannosa di enti inutili come gli ATO, voluti particolarmente dalla Sinistra che hanno creato una situazione debitoria Regionale di c.ca 400-600 mln di €. Tante altre grandi e piccole situazioni che hanno quasi portato allo sfacelo e alle proteste dei nisseni che peraltro in questi periodi sono diventati ancora più pressanti.
Non parliamo poi dell’ insensibilità dell’ Amministrazione verso la povera gente e le altre piccole creature innocenti della nostra città.
Questo periodo elettorale, che è cominciato con la Caduta del Governo Prodi ha favorito, soprattutto a Caltanissetta una specie di lassismo, per cui l’amministrazione sembrava non esistere a Caltanissetta, si pensava solamente agli inciuci elettorali e alle campagne elettorali dei candidati al Parlamento, alla Regione e dopo 2 mesi alle Provinciali tantè che, notizia di questi giorni, Caltanissetta risulta uno dei Comuni commissariati per non essere stato in grado di approvare il Bilancio 2008, ovvero il documento grazie al quale si possono approvare servizi e benefici per la città.
Peraltro se diamo atto al Sindaco di non essersi dimesso durante questa sua inutile corsa alle Provinciali, dobbiamo renderci conto, come io avevo prospettato in un articolo precedente, che nel caso di una Sua vittoria, avrebbe dovuto dimettersi necessariamente da Sindaco per rivestire la carica di Presidente della Provincia, quindi la mia era una paura reale e non cattiva informazione.
Ecco l’ eredità di quest’ ultima amministrazione: è stato fiato sprecato la richiesta dell’ On. Maira per una mozione di sfiducia al Sindaco, perché ormai il Sindaco, e mi dispiace dirlo, si è sfiduciato da solo. Bisognava intuirlo, la sconfitta elettorale ha solo reso trasparente questi ultimi e poco dignitosi mesi che l’ Amministrazione ci ha lasciato in dono. Spero tanto, che la gestione del Commissario dei prossimi mesi possa lasciare alla Città un barlume di speranza e di esempio, in attesa di una nuova ma molto più efficiente amministrazione che dia alla città quella nuova vita che attende da anni.
I migliori Auguri al nuovo Commissario e a chi governerà tra nove mesi pensando stavolta al bene concreto della città e dei nisseni.
Rosaria Del Popolo
venerdì 30 maggio 2008
Votate il nuovo
Votiamo contro chi non abbandona i cittadini che amministra,
Votiamo la cultura del nuovo.
Peccato veramente! Non pensavo di dover parlare di questo, ma, dopo che le scorse elezioni politiche e amministrative hanno fatto strage di tanti amministratori di città, che si sono viste abbandonate dai loro Sindaci che hanno preferito incrementare il loro potere correndo per il Parlamento o per le Regioni, pensavo fosse proprio il caso di fare il punto della situazione. Ognuno valuterà naturalmente la situazione della propria amministrazione, ma, io che scrivo, adesso, non penso solo alla mia città, Caltanissetta, alla quale è toccata la sorte dell’ abbandono di un amministratore che, lascerà la città per correre alle Provinciali, lasciandola in mano ad un Commissario, che in pochi mesi e per pochi mesi dovrà studiare una città che non conosce per cercare di portarla senza danni alle elezioni che ci saranno tra meno di un anno. Spese in più per lo Stato, e meno servizi che la città avrà visto che un commissario ha meno poteri rispetto a quelli che i Sindaci hanno nelle loro amministrazioni. Così come Caltanissetta, Catania e altre città siciliane e italiane, con una cultura, quella dell’ incremento di potere che vale a Destra quanto a Sinistra, al Centro, uguali per i vecchi che per i nuovi partiti, ovvero che tali si dichiarano.
Finora il Parlamento e i governi succedutosi negli anni non hanno mai pensato di avallare cio che non giova ai politici, ovvero leggi che impediscano agli amministratori di dimettersi per candidarsi ad altre consultazioni politiche o amministrative. Cosa si aspetta? Perché non si comincia a dare l’ esempio con queste piccole ma grandi azioni? Se la coscienza non permette agli amministratori di decidere per il meglio non abbandonando i propri cittadini, allora perché non deciderlo per legge. Come si è deciso per la riduzione dei mandati, anche se questi si dovrebbero bloccare a due in tutto senza permettere che dopo la pausa dei 4 anni ci si ricandidi, si può decidere per il blocco delle dimissioni a scopo elettorale dei Sindaci.
Pensateci , il mio e un appello alla nuova maggioranza e al Nuovo Parlamento se tal vuole dimostrare di essere.
Rosaria Del Popolo - Caltanissetta
Votiamo la cultura del nuovo.
Peccato veramente! Non pensavo di dover parlare di questo, ma, dopo che le scorse elezioni politiche e amministrative hanno fatto strage di tanti amministratori di città, che si sono viste abbandonate dai loro Sindaci che hanno preferito incrementare il loro potere correndo per il Parlamento o per le Regioni, pensavo fosse proprio il caso di fare il punto della situazione. Ognuno valuterà naturalmente la situazione della propria amministrazione, ma, io che scrivo, adesso, non penso solo alla mia città, Caltanissetta, alla quale è toccata la sorte dell’ abbandono di un amministratore che, lascerà la città per correre alle Provinciali, lasciandola in mano ad un Commissario, che in pochi mesi e per pochi mesi dovrà studiare una città che non conosce per cercare di portarla senza danni alle elezioni che ci saranno tra meno di un anno. Spese in più per lo Stato, e meno servizi che la città avrà visto che un commissario ha meno poteri rispetto a quelli che i Sindaci hanno nelle loro amministrazioni. Così come Caltanissetta, Catania e altre città siciliane e italiane, con una cultura, quella dell’ incremento di potere che vale a Destra quanto a Sinistra, al Centro, uguali per i vecchi che per i nuovi partiti, ovvero che tali si dichiarano.
Finora il Parlamento e i governi succedutosi negli anni non hanno mai pensato di avallare cio che non giova ai politici, ovvero leggi che impediscano agli amministratori di dimettersi per candidarsi ad altre consultazioni politiche o amministrative. Cosa si aspetta? Perché non si comincia a dare l’ esempio con queste piccole ma grandi azioni? Se la coscienza non permette agli amministratori di decidere per il meglio non abbandonando i propri cittadini, allora perché non deciderlo per legge. Come si è deciso per la riduzione dei mandati, anche se questi si dovrebbero bloccare a due in tutto senza permettere che dopo la pausa dei 4 anni ci si ricandidi, si può decidere per il blocco delle dimissioni a scopo elettorale dei Sindaci.
Pensateci , il mio e un appello alla nuova maggioranza e al Nuovo Parlamento se tal vuole dimostrare di essere.
Rosaria Del Popolo - Caltanissetta
mercoledì 16 aprile 2008
Scrivere d’ amore, scrivere di odio…… o meglio la censura?
La passione del giornalismo a volte è qualcosa che ti prende e non te ne liberi facilmente. Difficile rinunciare ad opporsi alle ingiustizie, anche piccole della propria vita quotidiana, difficile rinunciare a comunicare al mondo le proprie insoddisfazioni per una città, un mondo, un’ Italia che non va e rischia di avvicinarsi al baratro. Difficile censurarsi da sola, difficile anche quando qualcuno, molto vicino a te e alla tua città quale può essere un amministratore, comunica pubblicamente durante una trasmissione elettorale che “Quando si finirà di parlare e scrivere male di Caltanissetta il futuro sarà più roseo”.
Mi viene da chiedere a Lui e a tutti coloro che condividono tale affermazione: Caltanissetta sta male perché altri ne parlano male o perché ci sono tante cose che non vanno? Cosa fare allora per farla stare meglio, dobbiamo nascondere tutte queste cose, così i nisseni si illuderanno di vivere in un EDEN o diciamo le cose come stanno cosicché tutti i nisseni potranno avere ogni possibilità per migliorare questa nostra città.
Mi chiedo infine quale sia il confine tra il giornalismo serio di denuncia e condanna, fatto dai giornalisti nonché dai cittadini che vivono Caltanissetta in tutti i suoi aspetti e la censura di chi vuole una specie di NUOVO MONDO, come quello utopizzato dai testimoni di Geova fatto di una società senza nessun tipo di male, dove tutti si amano e si rispettano nell’ ipocrisia di nascondere quel male che è dentro di noi, nella nostra natura perché nessun uomo è buono, nessun uomo è totalmente cattivo ma bene e male coesistono in noi prevalendo e alternandosi in varie e diverse modalità.
Guai se si inneggia alla censura dunque, guai d’ altro canto se si esalta il male, problema nel quale, da giornalisti si può incorrere, ma guai a nascondere quel male da cui ci si difende solo tramite la conoscenza e la sua percezione.
Dobbiamo essere liberi di poter dire la nostra, pacatamente, civilmente, perché questo è un passo per non dimenticare di essere in quello STATO DEMOCRATICO che la Costituzione ha proclamato, per aiutare i cittadini onesti a non pensare di vivere in uno Stato fatto di Tangentopoli e Calciopoli, mentre i cittadini poco onesti a ricredersi sul loro comportamento prima che la legge prevalga sulla loro coscienza con danni che lascio loro immaginare-
La passione del giornalismo a volte è qualcosa che ti prende e non te ne liberi facilmente. Difficile rinunciare ad opporsi alle ingiustizie, anche piccole della propria vita quotidiana, difficile rinunciare a comunicare al mondo le proprie insoddisfazioni per una città, un mondo, un’ Italia che non va e rischia di avvicinarsi al baratro. Difficile censurarsi da sola, difficile anche quando qualcuno, molto vicino a te e alla tua città quale può essere un amministratore, comunica pubblicamente durante una trasmissione elettorale che “Quando si finirà di parlare e scrivere male di Caltanissetta il futuro sarà più roseo”.
Mi viene da chiedere a Lui e a tutti coloro che condividono tale affermazione: Caltanissetta sta male perché altri ne parlano male o perché ci sono tante cose che non vanno? Cosa fare allora per farla stare meglio, dobbiamo nascondere tutte queste cose, così i nisseni si illuderanno di vivere in un EDEN o diciamo le cose come stanno cosicché tutti i nisseni potranno avere ogni possibilità per migliorare questa nostra città.
Mi chiedo infine quale sia il confine tra il giornalismo serio di denuncia e condanna, fatto dai giornalisti nonché dai cittadini che vivono Caltanissetta in tutti i suoi aspetti e la censura di chi vuole una specie di NUOVO MONDO, come quello utopizzato dai testimoni di Geova fatto di una società senza nessun tipo di male, dove tutti si amano e si rispettano nell’ ipocrisia di nascondere quel male che è dentro di noi, nella nostra natura perché nessun uomo è buono, nessun uomo è totalmente cattivo ma bene e male coesistono in noi prevalendo e alternandosi in varie e diverse modalità.
Guai se si inneggia alla censura dunque, guai d’ altro canto se si esalta il male, problema nel quale, da giornalisti si può incorrere, ma guai a nascondere quel male da cui ci si difende solo tramite la conoscenza e la sua percezione.
Dobbiamo essere liberi di poter dire la nostra, pacatamente, civilmente, perché questo è un passo per non dimenticare di essere in quello STATO DEMOCRATICO che la Costituzione ha proclamato, per aiutare i cittadini onesti a non pensare di vivere in uno Stato fatto di Tangentopoli e Calciopoli, mentre i cittadini poco onesti a ricredersi sul loro comportamento prima che la legge prevalga sulla loro coscienza con danni che lascio loro immaginare-
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